Sono Lucia Mango, candidato sindaco per la lista/coalizione PdCI. Il nostro sito, su cui troverete i nostri curriculum, i nostri programmi e dati anagrafici è
web: www.luciamango.it e-mail:lucimango@libero.it cell: 3398440380
Ecco le mie risposte:
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Un piano per il futuro. Chiediamo al prossimo Sindaco di integrare il Piano Generale del Traffico Urbano con un vero e proprio biciplan, ovvero un progetto complessivo di rete ciclabile, come già hanno fatto le Amministrazioni che hanno deciso di investire seriamente sulla ciclabilità come, per esempio, il Comune di Venezia-Mestre (http://www.bici.provincia.venezia.it/biciplan/index.htm ). Quali sono i percorsi ciclabili che ritiene irrinunciabili e quante risorse (certe) si impegna a dedicare alla redazione e all'attuazione del biciplan nel quinquennio 2008-2013?
R1: Credo, per aver visitato il sito, che il progetto Venezia Mestre sia un buon spunto per chi si troverà a governare la questione della mobilità e con essa la questione della ciclabilità della città. Come esposto nel nostro programma, dovremo trovare il modo di mettere ‘in rete’ il sistema di piste ciclabili, che oggi in città appare poco razionale, poco funzionale e poco fruibile, visto che gli interventi sono scollegati e non c’è un’idea di percorsi ciclabili che colleghino luoghi di interesse e che non si trovino finire nel ‘nulla’ , quando non in incroci pericolosi. Credo che questo sia da imputare ad interventi fatti troppo ‘a pioggia’ e senza una reale idea di una città ciclabile. Ovviamente le risorse credo potrebbero venire dal bilancio di PISAMO e potrebbero essere integrate da un sistema di ciclonoleggio pubblico, del quale la città è ad oggi priva.
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Un centro storico dal volto umano. Chiediamo che il Comune stabilisca che, all'interno della ZTL, i pedoni abbiano la precedenza assoluta sui veicoli a motore e che, sempre in ZTL, le bici possano circolare in entrambi i sensi su tutte le strade. Il Comune di Reggio Emilia ha adottato un provvedimento analogo e l'ordinanza è stata ritenuta legittima dal TAR che ha respinto un ricorso promosso dall'ACI. Si impegna ad adottare questo provvedimento nella ZTL di Pisa?
R2: credo che al riguardo non esistano problemi ostativi, laddove il passaggio degli autobus non metta a rischio l’incolumità del ciclista. Precisiamo, inoltre, che prevediamo l’acquisto di autobus più a misura di centro storico da acquistare nei prossimi anni.
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Asse pedonale. Nel dicembre 2005, unitamente ad altre associazioni, abbiamo chiesto -invano- alla precedente amministrazione la pedonalizzazione di Via Oberdan e del primo tratto di Via Dini, e la progressiva realizzazione dell'asse pedonale dalla stazione a Piazza dei Miracoli prevista dal PUT del 2002, al fine di incentivare l'uso della bici.Si impegna a pedonalizzare Via Oberdan nei primi sei mesi, e a realizzare, nel corso del suo mandato, l'asse pedonale?
R3:la pedonalizzazione di via Oberdan poneva problemi di accesso, stante la viabilità attuale, per le strade adiacenti al borgo. Ritengo che oggi con un mandato intero di fronte si posse porre di nuovo attenzione alla questione e realizzare, finalmente, l’asse pedonale che porti al duomo, modificando i sensi di marcia delle vie adiecenti Borgo, per consentire ai residenti di raggiungere, comunuqe le proprie abitazioni.
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Sicurezza, sulla strada. La mobilità ciclistica (ma anche quella pedonale ed il trasporto pubblico) è stata finora penalizzata dal fatto che sono mancati volontà ed impegno nel contrasto al "parcheggio selvaggio" e agli altri comportamenti scorretti che mettono a rischio l'incolumità dei ciclisti. Ci sono casi eclatanti, come il parcheggio sulla ciclabile del Lungarno Gambacorti nelle sere di giugno o i comportamenti incivili che si riscontrano -tutto l'anno- all'entrata ed all'uscita dalle scuole, nei quali è evidente che gli abusi diventano sistematici in conseguenza di una diffusa, sostanziale (e più o meno esplicita) tolleranza. Si impegna ad invertire questa tendenza pretendendo il rispetto delle regole a tutela degli utenti deboli?
R4: certamente, non a caso si prevede uno spostamento di risorse dalle consulenze all’assunzione di personale della polizia municipale, oggi del tutto insufficiente alla realtà della città, sia di giorno che di notte (cosa che prevede l’intervento sul contratto nazionale di categoria).
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Bike sharing. Importanti città europee (Parigi, Lione, Barcellona etc.) hanno attivato il cosiddetto bike sharing (ovvero bici pubbliche condivise), servizio che -ovunque- ha riscosso un enorme successo. La sua popolarità è dovuta al fatto che si integra perfettamente con i servizi offerti dal trasporto pubblico in quanto garantisce agli utenti una grande flessibilità anche negli spostamenti urbani di corto raggio. Si impegna ad attivare -anche a Pisa- un servizio di bike sharing proporzionato alla possibile utenza?
R5:il bike sharing è previsto nel nostro programma di mobilità ‘gentile’ed anche su questo andranno spostate risorse da PISAMO e/o dal Cpt
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Litorale ciclabile. La scorsa estate l'Amministrazione Comunale ha realizzato una pista ciclabile provvisoria da Tirrenia a Calambrone, in adiacenza al marciapiede lato mare, che ha suscitato aspre polemiche, ma che ha ottenuto l'indubbio risultato di moderare il traffico motorizzato restringendo la sede stradale. Si impegna a non tornare indietro, ed a procedere gradualmente nella realizzazione di una pista in sede protetta con la stessa collocazione, di larghezza adeguata ed effettivamente utilizzabile ?
R6: credo che il collegamento tirrenia calambrone ma perfino il colegamento ciclabile della città al mare sia allo studio e una priorità per tutto i candidati sindaco…
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In bici al mare. Pisa non dispone di un collegamento ciclabile con il suo litorale. Si impegna a realizzare un percorso ciclopedonale sul resede del trammino da Pisa a Calambrone, il cui primo tratto dovrà essere inaugurato entro due anni, e da completare entro la fine del suo mandato? Si impegna altresì a sviluppare tutti gli altri collegamenti ciclabili possibili?
R7: vedi risposta precedente, ovviamente senza vincoli di tempo, visto come funziona il sistema degli appalti in questo paese. Ad ogni modo riteniamo che lo sviluppo della ciclabilità sia per una città delle dimensioni di Pisa una risorsa, una possibilità da sfuttare in ogni modo.
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Piste a norma. La nostra associazione ha redatto in collaborazione col Consiglio Cittadino Pari Opportunità un libro bianco sulle piste ciclabili cittadine dove si evidenziano le gravi lacune che le rendono scarsamente utilizzabili. Quasi nessuna di tali lacune è stata colmata, e molte delle piste realizzate successivamente continuano a presentare gravi carenze progettuali: ad esempio il tratto ciclabile ottenuto ampliando il marciapiede sul Viale del Tirreno è di larghezza inadeguata, è intralciato dalla presenza dei pali dell'illuminazione, si interrompe ad ogni accesso ed ha una pavimentazione poco adatta ad una pista ciclabile, difetti del tutto analoghi si riscontrano sulla ciclabile di Viale Giovanni Pisano. Si impegna, entro la fine del suo mandato, a realizzare gli interventi da noi suggeriti nel 2004 e ad intervenire tempestivamente per correggere anche gli errori commessi sui tratti recentemente realizzati o in corso di realizzazione?
R8: credo che la messa a norma dell’esistente sia la conditio sine qua non per realizzare nuovi interventi e mettere realmente in rete quanto esiste già con il progetto che abbiamo in mente, ovviamente, perciò questo impegno non può essere eluso, se si parla di sviluppo della mobilità gentile
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Lavori pubblici e mobilità ciclistica L'art.10 della L. 366/98 prevede che ogni intervento sulla rete stradale, anche solo di manutenzione straordinaria, deve comportare la contestuale realizzazione nel tratto interessato di una pista ciclabile. Questa norma è stata sistematicamente disattesa dalla precedente amministrazione, in particolar modo in occasione della realizzazione di sottopassi ferroviari e rotatorie. Si impegna a rispettarla rigorosamente, e ad avviare un piano per la eliminazione degli ostacoli alla mobilità ciclistica in tal modo creati?
R9:quando si governa ci si trovano di fronte spesso problemi molteplici e di difficile soluzione, non mi sento di imputare la responsabilità della mancata applicazione pedissequa di quella legge alla passata amministrazione, ovviamente intendo impegnarmi laddove sia possibile materialmente (rispetto a larghezza della carreggiata ecc) a rispettare ogni legge dello stato.
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Piccole grandi opere. Alla mobilità ciclistica sono state riservate finora risorse irrisorie e non sono mai state realizzate le piccole "grandi opere" necessarie al suo reale sviluppo della mobilità ciclistica; in una città attraversata dall'Arno e dall'Aurelia non esistono ponti, cavalcavia e sottopassi ciclopedonali. Si impegna ad investire risorse necessarie a realizzare entro il suo mandato almeno il ponte sull'Arno da Riglione a Cisanello ed un sottopasso o cavalcavia sull'Aurelia per recarsi da Piazza dei Miracoli a S. Rossore?
R10: ritengo che questa realizzazione sia possibile accedendo a bandi europei, data la quantità ingente di risorse necessaria ma che non sia impossibile realizzare simili opere nell’arco di un mandato, visto l’impatto che avrebbero sull’intera mobilità e visto l’interesse dell’Europa rispetto alla mobilità ciclistica.
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Profitti delle multe. La L. 366/98 prevede che almeno il 10% dei proventi delle multe sia destinato all'utenza debole, cioè a pedoni e ciclisti; il Comune di Ferrara ha deciso di elevare tale quota al 50%. Qual'è la quota che lei intende destinare all'utenza debole? Si impegna a rendere pubblici ogni anno i dati relativi?
R11: la trasparenza della gestione e del bilancio sarà uno dei nostri impegni principali, Pisa sul capitolo mobilità ha molte lacune e molte sofferenze, ciò non significa che tale percentuale non possa essere elevata, magari non quanto l’esempio Ferrarese che, probabilmente, sfrutta una gestione dell’arredo urbano e delle strade e marciapiedi più lungimirante, che ha permesso loro una simile scelta.
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Tangenziale. La nostra associazione ha preso posizione contro l'attuale progetto di tangenziale nord-est in quanto riteniamo che in tal modo si sperperano decine di milioni di euro di fondi pubblici con l'unico risultato di dare ulteriore impulso all'uso massiccio del mezzo motorizzato privato, a scapito del trasporto pubblico. Si impegna ad abbandonare questo progetto e ad investire nel trasporto pubblico e nella mobilità ciclistica le risorse così liberate? In caso negativo, si impegna a garantire il rispetto della L. 366/98, costruendo contestualmente lungo tutto il tracciato della nuova viabilità una pista ciclabile in sede protetta, ed a realizzare tutte le opere necessarie per evitare che la nuova strada costituisca una barriera invalicabile per la mobilità ciclistica, cioè un cavalcavia o un sottopasso ciclopedonale all'intersezione con ogni strada preesistente?
R12:credo che una viabilità alternativa e che circumvalichi la città possa esser necessaria, sulla tangenziale di nordest e soprattutto sul progetto in sé ho delle perplessità. Questo non vieta assolutamente di incrementare contestualmente la mobilità ciclistica e di cercare di applicare il più possibile la legge a cui fate riferimento.