Riccardo Ciuti: il degrado a Pisa

By riccardociuti

Avevo paura di avere una percezione troppo particolare della città; di essere un residente del centro storico troppo sensibile e al limite anche un pò snob. Gli articoli di ieri sulla Nazione, sul mercato immobiliare mi hanno invece confermato nella giustezza di quanto vado sostenendo da tempo: l’esodo dei residenti dalla città, ed in particolare dal centro comincia a produrre alterazioni forse irreversibili anche dei valori immobiliari. Chi è proprietario di immobili nei quartieri prossimi alla stazione ormai deve svendere, a causa del degrado che lì si è cronicizzato, mentre a Marina si registra un ulteriore incremento dei prezzi a seguito dell’inizio dei lavori del porto turistico. Come dire che chi si è ritrovato proprietario di immobili a Marina viene ad essere premiato, senza alcun merito.

Vorrei che si aprisse una discussione su come il degrado, che significa assenza della pubblica amministrazione, da una parte, e scelte di sviluppo operate dalla stessa amministrazione, dall’altra, modificano non solo la qualità della vita, ma la ricchezza stessa dei cittadini.

Riccardo Ciuti

4 Risposte a “Riccardo Ciuti: il degrado a Pisa”

  1. Sergio Bontempelli Dice:

    Scusami,

    ma con tutto il casino che e’ successo a livello internazionale (mutui subprime, crollo del mercato immobiliare ecc.), e con i fenomeni locali che ben si conoscono da anni (spopolamento della citta’, trasferimento di molte famiglie nei paesi vicini, mutamenti nei rapporti tra centri urbani e aree circostanti), pensi davvero che la gente vada via dalla Stazione per via degli immigrati o del “degrado”?

    E analizzi fenomeni di grande complessita’, come i movimenti demografici in un’area urbana, a partire da un paio di articoletti scandalistici su un giornale cittadino?

    Forse, a chi si candida a governare la citta’, non farebbe male documentarsi un po’ di piu’. Ci sono ottime pubblicazioni su cosa sta succedendo a Pisa, che forse valgono un po’ di piu’ di qualche chiacchiera da bar. Poi, certo, la “gente” dice quello che dice: ma allora il problema e’ quello di analizzare come si creano queste percezioni, non di inseguirle come se fossero una verita’ assoluta. O no?

    Un caro saluto
    sergio bontempelli

  2. riccardociuti Dice:

    Per conoscere il quadro del degrado intorno alla Stazione non servono libri, basta passarci. Figuriamo viverci!
    Faccio notare che la Stazione è prima di tutto un importantissimo nodo di scambio e come tale presenta potenzialità incredibili di valorizzazione, come si dimostra in tantissime realtà europee.
    Il punto è che a Pisa nessuno finora ne n’è accorto
    Riccardo Ciuti

  3. Sergio Bontempelli Dice:

    Passo tutti i giorni dalla Stazione, e spesso la frequento anche di notte. Il degrado esiste, e’ un degrado fisico che peraltro non e’ molto diverso da quello del resto della citta’: c’e’ un cantiere aperto da anni, una viabilita’ confusa e delirante, scarsa illuminazione, strade perennemente sporche e cassonetti della spazzatura sempre pieni.

    Il punto e’ che, secondo i giornali locali, chi provoca il degrado sono gli immigrati, additati anche come responsabili della microcriminalita’ e dell’insicurezza. Degrado e criminalita’, tra l’altro, non sono la stessa cosa. La Stazione e’ sicuramente un luogo degradato, ma non esiste alcun problema di incolumita’ personale per chi ci passa. Posso dirlo a ragion veduta perche’ transito spesso anche a tarda notte e non e’ mai successo nulla, ne’ a me ne’ a persone che io conosca (donne comprese: lo dico per prevenire la prevedibile obiezione…). I dati della Questura sui reati denunciati in zona sono una lunga fila di zeri. Ci sono i senza fissa dimora, c’e’ sicuramente emarginazione e poverta’, ma nulla che somigli a un problema di sicurezza. Tra l’altro, gli unici luoghi che vagamente potrebbero corrispondere alle descrizioni dei giornali sono il punto SNAI e il Bar Gambrinus, che pero’ non vengono mai nominati: molto piu’ comodo prendersela con un commerciante bengalese, si capisce.

    Quanto al fatto che la gente venderebbe le case per l’eccessiva presenza di stranieri – faccio notare che e’ questo che hanno scritto i giornali locali – ribadisco che le cose andrebbero analizzate meglio: non bastano dicerie e chiacchiere da bar.

    Nuovamente, un saluto
    sergio bontempelli

  4. Furio Detti Dice:

    Egregio Bontempelli,

    lei è sicuramente fortunato, ma – mi creda – rappresenta decisamente una mosca bianca. Io ho vissuto a Pisa dal 1996 al 2002, ero residente insieme con la mia compagna nella zona delle case popolari dietro l’ITIS. In precedenza avevo frequentato la città come studente universitario dal 1991 e le posso garantire che è stato un degrado costante e un peggioramento della qualità della vita in termini di sicurezza, con una brusca caduta dal 1998-99.

    non conto le volte in cui diverse amiche sono state infastidite e sono riuscite a cavarsela solo infilandosi in un bar, persino io e la mia compagna (non sono gracilino…) siamo stati seguiti da malintenzionati ma abbiamo avuto la fortuna di incocciare in una comitiva di studenti.

    tre bici rubate.

    un tentato furto in casa.

    ora vivo in provincia e spesso rientro a Pisa e la trovo peggiorata su ogni fronte a causa di immigrazione incontrollata, maleducazione di bivaccatori e autonomi, degrado generale.

    certo non è Milano o Bologna.

    Ma è sulla buona strada.

    No, non credo che Lei abbia descritto la città correttamente. Sicuramente è stato fortunato. Le auguro di continuare così. Perché la normalità è ben altra. E le responsabiità politiche palesi. Tralascio l’esterienza avuta all’estero in città analoghe (Giappone) a Pisa. Un altro universo, con la differenza che l’immigrazione è pressocché inesistente e la polizia ha stazioni ogni 500 m, con energumeni ben forniti di bastone lungo 90 cm…. ma tralasciamo.

    cordiamente

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