Riccardo Ciuti risponde (finalmente) al questionario

By riccardociuti

Sono Riccardo Ciuti, candidato al consiglio comunale per la lista del Partito Socialista, che supporta il candidato sindaco Marco Filippeschi
Il mio sito, su cui troverete le mie proposte, e il mio curriculum è
www.riccardociuti.eu

e-mail: rciuti@libero.it


Domande

1. Un piano per il futuro.

Chiediamo al prossimo Sindaco di integrare il Piano Generale del
Traffico Urbano con un vero e proprio biciplan, ovvero un progetto
complessivo di rete ciclabile, come già hanno fatto le Amministrazioni
che hanno deciso di investire seriamente sulla ciclabilità come, per
esempio, il Comune di Venezia-Mestre
(http://www.bici.provincia.venezia.it/biciplan/index.htm ). Quali sono
i percorsi ciclabili che ritiene irrinunciabili e quante risorse
(certe) si impegna a dedicare alla redazione e all’attuazione delbiciplan 
nel quinquennio 2008-2013?

R1:

Condivido l’esigenza di definire il biciplan integrato con il più generale piano della mobilità, non più solo comunale, ma di area. Credo che le piste prioritarie siano quelle sulle direttrici forti di mobilità. In particolare ritengo che debba essere realizzato un asse ciclabile via Cisanello-Matteotti-Matteucci-ponte della Vittoria con ampliamento ciclopedonale del ponte stesso. Le risorse da dedicare dovrebbero essere almeno 1 mln di euro/anno per 5 anni.

2. Un centro storico dal volto umano.

Chiediamo che il Comune stabilisca che, all’interno della ZTL, i
pedoni abbiano la precedenza assoluta sui veicoli a motore e che,
sempre in ZTL, le bici possano circolare in entrambi i sensi su tutte
le strade. Il Comune di Reggio Emilia ha adottato un provvedimento
analogo e l’ordinanza è stata ritenuta legittima dal TAR che ha
respinto un ricorso promosso dall’ACI. Si impegna ad adottare questo
provvedimento nella ZTL di Pisa?

R2:

Non condivido un provvedimento generalizzato così come esposto. Ritengo che dove ci sono i marciapiedi e le aree sono ZTL ma non pedonali, i pedoni dovrebbero tenere un comportamento ordinato, improntato al reciproco rispetto (dei mezzi di trasporto).Nei vicoli e strade in genere privi di marciapiede, sono favorevole alla precedenza ai pedoni. Per quanto riguarda le bici in doppio senso (sulle strade a senso unico) sono favorevole a condizione che sia definita una linea di margine della corsia carrabile a senso unico, autorizzando le bici a circolare oltre detto margine. Questo non certo per motivi ideologici, ma per una maggiore sicurezza di tutti.

3.  Asse pedonale.
Nel dicembre 2005, unitamente ad altre associazioni, abbiamo chiesto
-invano- alla precedente amministrazione la pedonalizzazione di Via
Oberdan e del primo tratto di Via Dini, e la progressiva realizzazione
dell’asse pedonale dalla stazione a Piazza dei Miracoli prevista dal
PUT del 2002, al fine di incentivare l’uso della bici.Si impegna a
pedonalizzare Via Oberdan nei primi sei mesi, e a realizzare, nel
corso del suo mandato, l’asse pedonale?

R3:

Non condivido l’obiettivo di un asse completamente pedonale Stazione-piazza dei Miracoli. La considero una trovata propagandistica a favore del turismo che crea problemi alla vita dei cittadini residenti e alle attività economiche.

4.  Sicurezza, sulla strada.
La mobilità ciclistica (ma anche quella pedonale ed il trasporto
pubblico) è stata finora penalizzata dal fatto che sono mancati
volontà ed impegno nel contrasto al “parcheggio selvaggio” e agli
altri comportamenti scorretti che mettono a rischio l’incolumità dei
ciclisti. Ci sono casi eclatanti, come il parcheggio sulla ciclabile
del Lungarno Gambacorti nelle sere di giugno o i comportamenti
incivili che si riscontrano -tutto l’anno- all’entrata ed all’uscita
dalle scuole, nei quali è evidente che gli abusi diventano sistematici
in conseguenza di una diffusa, sostanziale (e più o meno esplicita)
tolleranza.  Si impegna ad invertire questa tendenza pretendendo il
rispetto delle regole a tutela degli utenti deboli?

R4:

Sono convinto che il lavoro della Polizia Municipale deve essere prioritariamente rivolto alla prevenzione della illegalità e delle trasgressioni del codice della strada, a partire da quelle di maggiore pericolosità come gli eccessi di velocità delle moto in centro e i parcheggi selvaggi sulle piste ciclabili di segnaletica. Quindi condivido la richiesta.

5. Bike sharing.
Importanti città europee (Parigi, Lione, Barcellona etc.) hanno
attivato il cosiddetto bike sharing (ovvero bici pubbliche condivise),
servizio che -ovunque- ha riscosso un enorme successo. La sua
popolarità è dovuta al fatto che si integra perfettamente con i
servizi offerti dal trasporto pubblico in quanto garantisce agli
utenti una grande flessibilità anche negli spostamenti urbani di corto
raggio. Si impegna ad attivare -anche a Pisa- un servizio di bike
sharing proporzionato alla possibile utenza?

R5:

Condivido la proposta. La estenderei anche alla introduzione a Pisa di un servizio di car sharing e di car pooling, allo scopo di diminuire numero di auto sulla strada e disincentivare l’uso dell’auto, lasciandolo solo alle situazioni residuali, prive di alternative di trasporto.

6. Litorale ciclabile.
La scorsa estate l’Amministrazione Comunale ha
realizzato una pista ciclabile provvisoria da Tirrenia a Calambrone,
in adiacenza al marciapiede lato mare, che ha suscitato aspre
polemiche, ma che ha ottenuto l’indubbio risultato di moderare il
traffico motorizzato restringendo la sede stradale.  Si impegna a non
tornare indietro, ed a procedere gradualmente nella realizzazione di
una pista in sede protetta con la stessa collocazione, di larghezza
adeguata ed effettivamente utilizzabile ?

R6:

Condivido l’esigenza esposta. Sono convinto che la ciclomobilità deve entrare a far parte a pieno titolo dei progetti infrastrutturali, nuovi e di trasformazione delle vecchie viabilità, e non essere più considerata come una cosa a parte, quasi uno sfizio di qualcuno o per tacitare qualche associazione. Dunque SI.

7. In bici al mare.
Pisa non dispone di un collegamento ciclabile con il suo litorale. Si
impegna a realizzare un percorso ciclopedonale sul resede del trammino
da Pisa a Calambrone, il cui primo tratto dovrà essere inaugurato
entro due anni, e da completare entro la fine del suo mandato? Si
impegna altresì a sviluppare tutti gli altri collegamenti ciclabili
possibili?

R7:

Condivido l’esigenza esposta. Sono convinto che il necessario collegamento ciclabile in sicurezza tra Pisa e il Litorale deve essere fatto in tempi brevi. Quanto alla soluzione tecnica, occorre verificarla nel quadro del piano generale della mobilità e non anteporla ad esso.

8. Piste a norma.
La nostra associazione ha redatto in collaborazione col Consiglio
Cittadino Pari Opportunità un libro bianco sulle piste ciclabili
cittadine dove si evidenziano le gravi lacune che le rendono
scarsamente utilizzabili. Quasi nessuna di tali lacune è stata
colmata, e molte delle piste realizzate successivamente continuano a
presentare gravi carenze progettuali: ad esempio il tratto ciclabile
ottenuto ampliando il marciapiede sul Viale del Tirreno è di larghezza
inadeguata, è intralciato dalla presenza dei pali dell’illuminazione,
si interrompe ad ogni accesso ed ha una pavimentazione poco adatta ad
una pista ciclabile, difetti del tutto analoghi si riscontrano sulla
ciclabile di Viale Giovanni Pisano. Si impegna, entro la fine del suo
mandato, a realizzare gli interventi da noi suggeriti nel 2004 e ad
intervenire tempestivamente per correggere anche gli errori commessi
sui tratti recentemente realizzati o in corso di realizzazione?

R8:

Condivido l’esigenza esposta. I difetti riscontrati derivano da una gestione separata della ciclabilità rispetto al piano generale delle opere pubbliche che a sua volta è il risultato di una divisione come minimo discutibile delle deleghe amministrative. Dunque SI.

9. Lavori pubblici e mobilità ciclistica
L’art.10 della L. 366/98 prevede che ogni intervento sulla rete
stradale, anche solo di manutenzione straordinaria, deve comportare la
contestuale realizzazione nel tratto interessato di una pista
ciclabile. Questa norma è stata sistematicamente disattesa dalla
precedente amministrazione, in particolar modo in occasione della
realizzazione di sottopassi ferroviari e rotatorie. Si impegna a
rispettarla rigorosamente, e ad avviare un piano per la eliminazione
degli ostacoli alla mobilità ciclistica in tal modo creati?

R9:

Condivido l’esigenza posta. Le risposte vanno riportate nel bici plan sopra richiamato.

10. Piccole grandi opere.
Alla mobilità ciclistica sono state riservate finora risorse irrisorie
e non sono mai state realizzate le piccole “grandi opere” necessarie
al suo reale sviluppo della mobilità ciclistica; in una città
attraversata dall’Arno e dall’Aurelia non esistono ponti, cavalcavia e
sottopassi ciclopedonali.  Si impegna ad investire risorse necessarie
a realizzare entro il suo mandato almeno il ponte sull’Arno da
Riglione a Cisanello ed un sottopasso o cavalcavia sull’Aurelia per
recarsi da Piazza dei Miracoli a S. Rossore?

R10:

Affermativo. Del resto se abbiamo una corsia ciclabile protetta sul Cavalcavia di San Giusto, lo si deve principalmente al sottoscritto.

11. Profitti delle multe.
La L. 366/98 prevede che almeno il 10% dei proventi delle multe sia
destinato all’utenza debole, cioè a pedoni e ciclisti; il Comune di
Ferrara ha deciso di elevare tale quota al 50%. à la quota che lei
intende destinare all’utenza debole ? Si impegna a rendere pubblici
ogni anno i dati relativi?
R11:  Assolutamente SI.

12. Tangenziale.
La nostra associazione ha preso posizione contro l’attuale progetto di
tangenziale nord-est in quanto riteniamo che in tal modo si sperperano
decine di milioni di euro di fondi pubblici con l’unico risultato di
dare ulteriore impulso all’uso massiccio del mezzo motorizzato
privato, a scapito del trasporto pubblico.  Si impegna ad abbandonare
questo progetto e ad investire nel trasporto pubblico e nella mobilità
ciclistica le risorse così liberate?caso negativo, si impegna a
garantire il rispetto della L. 366/98, costruendo contestualmente
lungo tutto il tracciato della nuova viabilità una pista ciclabile in
sede protetta, ed a realizzare tutte le opere necessarie per evitare
che la nuova strada costituisca una barriera invalicabile per la
mobilità ciclistica, cioè un cavalcavia o un sottopasso ciclopedonale
all’intersezione con ogni strada preesistente?

R12:

Alla prima domanda la risposta è negativa. Credo alla necessità della viabilità NordEst, e ne sono stato uno dei principali promotori. Dei suoi vantaggi potremo parlare in modo approfondito in una sede diversa dal presente questionario. Rispetto alla subordinata, il mio impegno è già andato ed andrà a sostegno della contestuale realizzazione di una maglia ciclabile interconnessa alla nuova viabilità, ma non necessariamente ad essa aderente.

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